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Sermone 2: Vivere nel Timore Reverente - 1 Pietro 1:17-21

Foto do escritor: Família Bovo
Família Bovo
22 de set. de 2024
4 min de leitura

Vivere come Eletti di Dio: Identità e Scopo Cristiano

Serie di Sermoni sulle Lettere di Pietro.

Sermone 2: Vivere nel Timore Reverente - 1 Pietro 1:17-21

Introduzione:

Nel primo sermone di questa serie, abbiamo esplorato 1 Pietro 1:1-16, dove

abbiamo appreso della speranza nei tempi di prova e della chiamata a vivere in

santità. Pietro scrive ai cristiani dispersi che affrontano persecuzioni, esortandoli

a ricordare la loro identità come eletti di Dio. Li incoraggia a mantenere una fede

viva, fondata sulla speranza della gloria futura.

Oggi, andiamo avanti con 1 Pietro 1:17-21, dove Pietro ci invita a vivere nel

timore reverente, ricordando il grande prezzo pagato per la nostra redenzione.

1) Vivere nel Timore (1 Pietro 1:17)

Pietro inizia il versetto 17 con una condizione: "E se invocate come Padre

colui che giudica senza favoritismi, secondo l’opera di ciascuno,

comportatevi con timore durante il tempo del vostro soggiorno terreno, "

Qui, Pietro sta stabilendo la base per il suo invito alla santità continua. Egli

ricorda ai credenti che Dio è un Padre giusto e imparziale, che giudica tutte le

azioni.

La parola greca per "timore" è "phobos", che può essere tradotta come

rispetto o reverenza profonda. In questo contesto, non è una paura terrorizzante,

ma un rispetto reverente per il carattere santo e giusto di Dio.

Giovanni Calvino, nella sua opera "Istituzione della Religione Cristiana"

(Libro 3, Capitolo 2), parla dell'importanza del timore di Dio come un segno

distintivo del vero credente. Egli afferma che il timore di Dio è il principio della

saggezza e conduce a una vita di obbedienza e reverenza.

Dobbiamo vivere le nostre vite consapevoli che siamo osservati da un Padre

giusto. Questo ci motiva a vivvivere le nostre vite consapevoli che siamo osservati da un Padre

giusto. Questo ci motiva a vivere in modo integro, sapendo che le nostre azioni

hanno conseguenze.


Dobbiamo coltivare un timore reverente, che ci porta a onorare Dio in

tutte le aree della nostra vita, dai nostri pensieri e parole alle nostre azioni.

2) Redenzione Preziosa (1 Pietro 1:18-19)

Nei versetti 18 e 19, Pietro ci ricorda che “[18] sapendo che non con cose

corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vostro vano modo

di vivere tramandatovi dai padri, [19] ma con il prezioso sangue di Cristo,

come quello di un agnello senza difetto né macchia."

La parola "riscattati" (greco: "lutroo") significa liberare mediante il

pagamento di un prezzo. Nell'Antico Testamento, l'idea di redenzione era legata

alla liberazione dalla schiavitù o al pagamento di un debito. Pietro sta

enfatizzando che il prezzo della nostra redenzione è stato il sangue di Cristo, un

sacrificio senza difetto.

Questo ci ricorda la Pasqua, dove un agnello senza macchia veniva

sacrificato per proteggere gli israeliti. Cristo, l'Agnello di Dio, è stato il sacrificio

perfetto che ci ha liberato dalla schiavitù del peccato.

Riconoscere l'alto prezzo pagato per la nostra redenzione deve portarci a

una vita di gratitudine e santità.

Dobbiamo valorizzare il sacrificio di Cristo, evitando di vivere in modo

superficiale o leggero. Ogni decisione e azione deve riflettere la preziosità del

sangue di Cristo versato per noi.

3) Il Fondamento della Fede (1 Pietro 1:20-21)

Nei versetti 20 e 21, Pietro sottolinea che "[20] Già designato prima

della fondazione del mondo, egli è stato manifestato negli ultimi tempi per

voi; [21] per mezzo di lui credete in Dio che lo ha risuscitato dai morti e gli ha

dato gloria affinché la vostra fede e la vostra speranza siano in Dio."

Questa parola “designato" (greco: "proginosko") indica una conoscenza

previa e intenzionale. Questo mostra la sovranità e l'amore di Dio nel nostro

riscatto.


Cristo è stato manifestato per il nostro amore, e per mezzo di lui, crediamo

in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, affinché la nostra fede e

speranza siano in Dio.

John Owen, in "La Morte della Morte nella Morte di Cristo" (Capitolo 6),

espone come l'opera di Cristo sia il fondamento inamovibile della nostra fede.

Egli sostiene che la nostra salvezza è sicura perché è basata sull'opera completa

e sufficiente di Cristo.

La nostra fede deve essere saldamente ancorata in Cristo e nell'opera

redentrice di Dio.

Dobbiamo vivere con la fiducia che la nostra speranza è sicura perché

è basata sulla decisione eterna di Dio. Questo ci dà sicurezza e ci motiva a

vivere con scopo e determinazione, sapendo che stiamo adempiendo il piano

eterno di Dio.

Conclusione:

In questo sermone, abbiamo visto come Pietro ci chiama a vivere nel timore

reverente, riconoscendo l'alto prezzo della nostra redenzione e fondando la

nostra fede sull'opera eterna di Cristo.

Che possiamo applicare queste verità nelle nostre vite quotidiane, vivendo

in modo che onora Dio e riflette la grande salvezza che abbiamo ricevuto.

Nel prossimo sermone, continueremo a esplorare le lettere di Pietro,

esaminando come dobbiamo vivere in comunità e amarci ferventemente l'un

l'altro, come veri eletti di Dio.

Che Dio continui a guidarci e rafforzare la nostra fede attraverso la Sua

Parola.



 
 
 

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